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I Nobel per la pace

 Con il sostegno di Premi Nobel per la pace
 
 
Ci giungono numerosi messaggi di incoraggiamento dalla società civile internazionale: tra di essi eccone due di Premi Nobel per la pace:
 
Desmond Tutu, arcivescovo della Chiesa anglicana dell’Africa del Sud
 
"Not only in Africa, but in many regions of the world, it is the powerful who want to make us believe that our countries need tanks, cannons, military aircrafts, firearms and ammunition. But if the voices of people from all continents were heard, they would ask for the realization of the Millennium Development Goals, for education, health care and a fair distribution of resources. By halting its delivery of war material, Switzerland could make a unique contribution to support the peaceful and sustainable development of our planet and a shining example for other countries to question their export policies. / Cape Town, October 28, 2009"
 
“Non solo in Africa, ma in molte altre regioni del mondo, sono i potenti che ci vogliono far credere che i nostri paesi hanno bisogno di tank, cannoni, aerei militari, armi a fuoco e munizioni. Ma se dessimo ascolto ai popoli di ogni continente, essi chiederebbero la realizzazione degli Obiettivi del millennio per lo sviluppo, l’educazione, la salute e per una distribuzione più equa delle risorse. Interrompendo le forniture di materiale bellico, la Svizzera potrebbe contribuire in maniera originale a sostenere lo sviluppo pacifico e durevole del nostro pianeta e sarebbe un esempio illuminante per far sì che altri paesi si interroghino sulle loro politiche di esportazione”
Cape Town, 28 ottobre 2009.
 
Perez Esquivel, scultore, architetto e cittadino militante argentino
 
"Quiero expresar mi total apoyo y solidaridad para que  el pueblo suizo  tenga un referéndum de  no a la venta de armas, contra la exportación de armas. Estoy totalmente de acuerdo en la necesidad de esa consulta popular. Me parece fundamental que se transformen las armas en arados y generen conciencia sobre la necesidad de la reconversión industrial. Es el paso más importante, caso contrario continuarán fabricando armas y exportándolas a los países pobres. / Buenos Aires, 27 de octubre de 2009"
 
 
 « Vorrei esprimere il mio sostegno e la mia solidarietà per la votazione del popolo svizzero per vietare la vendita di armi e dunque contro l’esportazione di armi. Sono davvero convinto della necessità di questa votazione popolare. Ritengo fondamentale che si trasformino le armi in aratri e che si prenda coscienza della necessità di una riconversione industriale. È un passo davvero importante per non continuare senza limiti a fabbricare armi e ad esportarle verso i paesi poveri.” Buenos Aires, 27 ottobre 2009
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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