[ de | fr | it ]

Fabbricanti di armi

Ruag: l'armeria della Confederazione

La Ruag è di proprietà della Confederazione al 100% ed è tra l'altro la più grande produttrice in Europa di munizioni per armi di piccolo calibro. Malgrado il nome, queste armi da fuoco di piccolo calibro sono armi di distruzione di massa: infatti circa 1000 persone muoiono ogni giorno sotto il fuoco di quasi 650 milioni di armi di piccolo calibro nel mondo (fonte: International Action Network on Small Arms), dimostrando così che guerra, violenza domestica e crimine organizzato vanno spesso di pari passo. Le vittime sono soprattutto donne e bambini.

L'armeria della Confederazione non si fa scrupoli a produrre bombe a frammentazione. Si tratta di granate che esplodono in volo creando una moltitudine di piccoli frammenti («come una tempesta di grandine» dice la pubblicità della Ruag). Alcuni frammenti, una volta caduti al suolo, vi restano senza esplodere e diventano pericolosi come delle mine anti-uomo, mettendo così in pericolo per anni la popolazione civile e, in particolare, i bambini che giocano.

La Ruag fabbrica anche piccoli aerei senza pilota, detti droni, sulla base di progetti israeliani. Oggi questi apparecchi servono prima di tutto per delle missioni di sorveglianza, come per esempio per scegliere i prossimi obiettivi degli «omicidi extra-giudiziari» nei territori palestinesi. La Ruag, in collaborazione con il consorzio europeo EADS, sviluppa anche dei droni che potranno essere trasformati ed equipaggiati per diventare aerei da combattimento.

Un'altra particolarità della Ruag è la sua presenza in Iraq: poco dopo lo scoppio della guerra, questa ditta ha consegnato agli Stati Uniti, tra gli altri, anche dei razzi Maverick e dei pezzi per aerei da combattimento. Le bombe a mano delle truppe britanniche vengono pure dalla Ruag. Secondo la rivista militare statunitense «Army Times», gli oppositori iracheni sono nel frattempo riusciti ad avere anche loro dei razzi anti-carro della Ruag.

Pilatus: aerei per combattere le insurrezioni

La ditta Pilatus-Werke a Stans non fabbrica solo jet civili privati, ma anche aerei militari leggeri. Ufficialmente questi aerei sono considerati «apparecchi per l'addestramento», ecco perché non devono sottostare alla legge sul materiale militare, ma solo alla legge sul controllo dei beni, che è ancora più blanda.

In realtà gli aerei Pilatus sono costantemente utilizzati in operazioni militari, in particolare nelle lotte contro le insurrezioni. Nel gennaio del 1994, le forze aeree messicane hanno bombardato i villaggi insorti nel Chiapas con i loro PC7 e, secondo le testimonianze, ci sono state centinaia di morti. In Birmania, in Guatemala e anche in Angola si utilizzano aerei Pilatus contro la popolazione civile. Gli attacchi con i gas asfissianti di Saddam Hussein contro i Curdi nel nord dell'Iraq sono stati effettuati con i PC7.

Mowag: blindati per i dittatori

In testa alle esportazioni della ditta Mowag a Kreuzlingen si trovano i blindati su ruote di tipo Piranha: questi sono molto apprezzati dai regimi autoritari e sono utilizzati per reprimere le opposizioni con la forza. La Mowag aveva relazioni particolarmente strette con il generale golpista cileno Augusto Pinochet, il quale fu invitato ancora negli anni '90 dal direttore della Mowag in Svizzera per una visita cordiale e segreta.

Per aggirare i regolamenti svizzeri, già notoriamente insufficienti, la Mowag non ha impiegato molto tempo prima di far fabbricare i suoi blindati all'estero sotto licenza.

Oerlikon-Contraves: nell'orbita della Rheinmetall

Oerlikon-Contraves è una parte del tristemente celebre consorzio Oerlikon-Bührle. Fabbrica tra gli altri anche artiglieria per la difesa anti-aerea e munizioni di medio calibro. La ditta ora appartiene al gruppo tedesco Rheinmetall. Questo tipo di acquisizione si inserisce in una tendenza generale: anche la Mowag è diventata proprietà del consorzio americano General Dynamics e altre aziende produttrici di armi sono state comprate da multinazionali per le quali la guerra è prima di tutto un affare redditizio.

Scarti di materiale da guerra dell'esercito

L'esercito svizzero invece di eliminare il materiale «usato» e le solite eccedenze, continua a voler trovare un acquirente a cui liquidarlo. Come anche altri paesi industrializzati, la Svizzera non è interessata al materiale obsoleto (anche se ancora performante), quindi questo viene svenduto in paesi poveri o nelle regioni che vivono situazioni di crisi.

Di questi tempi abbiamo assistito a diversi scandali legati all'esportazione del materiale usato dall'esercito. Nell'estate del 2005, abbiamo saputo che gli Emirati Arabi Uniti avevano rivenduto illegalmente al Marocco degli obici blindati che sarebbero stati usati nel conflitto del Sahara occidentale. Questa vendita ulteriore è una chiara violazione della «dichiarazione di non-riesportazione», nonostante ciò la Svizzera continua a fornire materiale da guerra agli Emirati.

La fornitura di vecchi blindati prevista verso l'Iraq è stata rivista e bloccata grazie alla pressione popolare e politica. Però il 10 marzo 2006 il Consiglio federale ha escogitato una nuova scappatoia per degli affari sporchi. D'ora in avanti, il materiale vecchio dell'esercito sarà riportato nel paese di origine, senza porsi domande su quale sarà la sua destinazione in seguito. In questa maniera, la transazione prevista con l'Iraq e momentaneamente sospesa, potrà essere realizzata passando per gli Stati Uniti.