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Giustizia e pace raccomanda il SÌ all’iniziativa

L’iniziativa per il divieto di esportare materiale bellico solleva questioni fondamentali: è moralmente accettabile trarre profitti dal commercio di armi? È giusto mettere in pericolo dei posti di lavoro vietando l’esportazione di armi?
La commissione Giustizia e Pace della conferenza dei vescovi svizzeri che si ocupa di questioni etiche e sociali ha pubblicato in giugno una presa di posizione abbastanza dettagliata sull’iniziativa per il divieto di esportare materiale bellico. Nella sua conclusione Giustizia e Pace raccomanda di accettare l’iniziativa.
 
Secondo la commissione, le considerazioni etiche in favore dell’iniziativa prevalgono. “Se si confrontano gli argomenti in presenza con i criteri etici come il diritto alla vita, l’opzione preferenziale in favore dei poveri, una giusta distribuzione delle risorse, il rispetto dell’integrità fisica di ogni persona e la ricerca della pace, emergono i seguenti punti:

  1. il divieto di esportare materiale bellico non mette fondamentalmente in causa il diritto della Svizzera ad assicurare la propria legittima difesa.
  2. Il mantenimento di un’industria degli armamenti con l’unico scopo di mantenere dei posti di lavoro non è accettabile. Le perdite per l’economia svizzera sono sopportabili come pure i costi per le collettività pubbliche.
  3. La Svizzera non può rnunciare alla sua responsabilità morale di front agli effetti negativi del commercio delle armi.

D’altra parte , col divieto di esportare materiale bellico la Svizzera ci guadagnerebbe con:

  1. Una migliore coerenza tra la sua politica estera (cooperazione allo sviluppo e neutralità attiva) e la sua politica economica
  2. Una credibilità accresciuta per il suo impegno umanitario e diplomatico”1

Attendiamo di conoscere le prese di posizione delle Chiese, cattolica e riformata sull’iniziativa. Esse potrebbero controbilanciare almeno parzialmente la campagna dei partiti politici e dei loro rappresentanti che dicono ispirarsi ai valori cristiani e che purtroppo vediamo già battersi contro l’iniziativa. Tra questi ultimi, non sorprenderà nessuno di ritrovare il Consigliere agli stati Filippo Lombardi, membro del “circolo di lavoro sicurezza e tecnologie di difesa” (www.asuw.ch), una di quelle organizzazioni create dall’agenzia pubblicitaria Farner con l’obbiettivo di contrastare proprio l’iniziativa per il divieto di esportare materiale bellico.

1 Tratto dalla presa di posizione del 23.06.09 della commissione nazionale svizzera Giustizia e Pace, traduzione dal francese http://www.juspax.ch/pdf/initiative_interdiction_exporter_materiel_de_guerre.pdf

2. Tratto dalla presa di posizione dell'ONG Missione Betlemme Immensee http://www.missionebetlemme.ch/menu-gialli/attualita.html
 
3. Tratto dalla presa di posizione di SWISSAID                      http://www.swissaid.ch
4. Tratto dalla presa di posizione de l'Aiuto delle chiese evangeliche in Svizzera(ACES)                                               http://www.voceevangelica.ch/news/news.cfm?id=10361