Le armi non sono un prodotto come qualsiasi altro. Vengono fabbricate per uccidere esseri umani. Nell'epoca della «guerra contro il terrore» non esistono esportazioni d'armi che non siano problematiche. L'iniziativa vuole impedire il commercio con la morte.
Con il sostegno di Premi Nobel per la pace
Ci giungono numerosi messaggi di incoraggiamento dalla società civile internazionale: tra di essi eccone due di Premi Nobel per la pace:
Desmond Tutu, arcivescovo della Chiesa anglicana dell’Africa del Sud
La lobby delle armi spia il GSSE!
Il Gruppo per la Svizzera senza esercito (GSSE) è stato vittima di un tentativo di infiltrazione da parte della Farner RP su mandato delle lobby delle armi. Dimostrate che questi metodi sono controproducenti e aderite al gruppo su Facebook contro le esportazioni di materiale bellico e sostenete la campagna!
Le esportazioni di materiale da guerra svizzero aumentano nuovamente durante il primo trimestre del 2009.
Il Consiglio federale deroga alla propria ordinanza: le forniture di armi a stati in conflitto o che violano i diritti umani sono ilegali.
Legge sull'esportazione d'armi
Il 27 agosto, il Consiglio federale ha presentato il messaggio relativo all'iniziativa popolare «Per il divieto di esportare materiale bellico». Il governo invita a respingere l'iniziativa. Ha proposto un controprogetto, ma col messaggio sull'iniziativa ha presentato anche una modifica dell'ordinanza sul materiale bellico. Questa modifica non avrà tuttavia nessun effetto. Le esportazioni di materiale bellico verso paesi in guerra o che violano i diritti umani continueranno ad essere autorizzate. Tobia Schnebli
Il 21 settembre 2007 sono state depositate a Berna oltre 109'000 firme valide a sostegno dell'iniziativa popolare federale per il divieto di esportare materiale bellico. Ciò significa che tra circa due anni gli elettori e le elettrici svizzeri saranno chiamati a pronunciarsi mediante una votazione sulla richiesta di iscrivere nella cosituzione federale un articolo che proibisce l'esportazione di materiale bellico dalla Svizzera. L'iniziativa era stata lanciata nel mese di giugno del 2006 dal «Gruppo per una Svizzera senza esercito» (GSsE) sostenuto da una coalizione composta da organizzazioni pacifiste, terzomondiste, di ispirazione cristiana e dai partiti di sinistra e verdi.