Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Intermediazione di armi per l’UÇK attraverso l’Africa

Categoria di beni: Materiale bellico

Memoriale e cimitero delle vittime della guerra del Kosovo a Gjakova.

CC BY-SA 4.0

Nella primavera del 1999 albanesi del Kosovo residenti in Svizzera consegnarono 4,5 milioni di franchi a un uomo d’affari francese e al suo socio svizzero per acquistare armi per l’UÇK. I due acquistarono all’estero armi anticarro e munizioni per circa un milione di franchi. Con un certificato di destinazione finale di uno Stato africano, la merce fu imbarcata nel giugno 1999 per l’Africa, ma poi dirottata verso l’Albania. I pagamenti transitarono in parte attraverso una società ginevrina. Nel 2000 il Ministero pubblico della Confederazione trasmise il caso al Cantone di Ginevra per il prosieguo del procedimento penale.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Kosovo nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Kosovo potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Kosovo (21 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Periodo

1999–2000

Fonti