Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Armi a Israele attraverso il Nicaragua

Categoria di beni: Materiale bellico

Anastasio Somoza García, novembre 1936.

Public Domain laut Commons (PD-old; Public Domain Mark)

Nonostante l’embargo sulle armi dell’ONU, Israele ricevette armi tramite operazioni di intermediazione tra la Svizzera e il Nicaragua. La dittatura di Somoza ricevette materiale bellico svizzero.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere Israele e il Nicaragua nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per Israele e il Nicaragua potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Israele: Stati Uniti (5’009 milioni TIV); Nicaragua: Paesi Bassi (13 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Periodo

Fine anni Quaranta; affare israeliano 1949

Fonti

  • Thomas Fischer, „Die Somoza-Connection: Schweizer Waffen für Nicaragua und Israel (1948–51)“, in Unheimliche Geschäfte, S. 269