Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Controllo incompleto delle armi in Turchia

Categoria di beni: Materiale bellico

Recep Tayyip Erdoğan al Cremlino, 05.03.2020; ritaglio.

CC BY 4.0

Durante un controllo sulla destinazione finale nell’ottobre 2025, la Turchia non poté mostrare tutte le pistole mitragliatrici, i fucili a ripetizione e i silenziatori svizzeri richiesti. La SECO valutò il controllo come parzialmente adempiuto.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Turchia nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Turchia potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative alla Turchia (3’964 milioni TIV).

Paesi

Periodo

2025–2026

Fonti