Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Controllo incompleto delle armi in Giordania

Categoria di beni: Materiale bellico

Abdullah II al Parlamento europeo, 15.01.2020; ritaglio.

CC BY 2.0 laut Commons-Dateiseite

Durante un controllo in Giordania nel febbraio 2025, gli ispettori svizzeri poterono verificare soltanto poco più di un terzo delle armi previste. I fucili, le pistole mitragliatrici, le pistole e i silenziatori interessati erano stati forniti nel 2014–2019 per circa mezzo milione di franchi. La SECO annunciò che avrebbe tenuto conto dell’esito nelle future autorizzazioni.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Giordania nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Giordania potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative alla Giordania (677 milioni TIV).

Paesi

Periodo

2014–2026

Fonti