Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Transistor STMicroelectronics negli ordigni dello Stato islamico

Categoria di beni: Non chiaro: elettronica civile; lo stato nelle liste della legge sul materiale bellico e della legge sul controllo dei beni, nonché un’esportazione fisica dalla Svizzera, non sono documentati.

Marines statunitensi scortano prigionieri di guerra iracheni, 21 marzo 2003.

Public Domain – US Marine Corps

Tra l’ottobre 2014 e l’aprile 2015 Conflict Armament Research (CAR) documentò in Iraq transistor STMicroelectronics dei tipi TIP102 e BDX53C in ordigni esplosivi improvvisati del cosiddetto Stato islamico. Il rapporto cita, tra gli altri, Erbil e Tikrit come luoghi di documentazione. STMicroelectronics è associata alla Svizzera per la sede societaria.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Iraq nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Iraq potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Iraq (3’948 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

Ritrovamenti ottobre 2014–aprile 2015; rapporto febbraio 2016

Fonti