Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Armi sportive per Kim Jong-un

Categoria di beni: Non chiaro

Kim Jong-un ad Hanoi, 27.02.2019; ritaglio.

Public Domain (US-Regierungswerk; PD-USGov-POTUS)

Nel 2012 furono esportati dalla Svizzera in Corea del Nord circa 150 fucili e pistole per un totale di circa 170’000 franchi. La SECO aveva autorizzato la fornitura nel 2011 e definito le armi come sportive, non soggette all’embargo sul materiale militare allora in vigore. L’affare divenne pubblico nel 2013 e suscitò domande parlamentari.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Corea del Nord nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Corea del Nord potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo.

Paesi

Periodo

Autorizzazione 2011; esportazione 2012; rivelazione 2013

Fonti