Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

Torna all'elenco

Armi SIG sui mercati neri mediorientali

Categoria di beni: Materiale bellico

SIG 550 al museo militare di Morges, 17.07.2010.

CC BY-SA 2.0 FR

Nel 2020 fucili d’assalto e pistole SIG furono offerti su mercati di armi online in Iraq, Siria e Yemen. Offerte documentate a Bassora riguardavano, tra l’altro, il SIG 551 e la pistola P210. I percorsi di fornitura di queste armi rimasero incerti.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Iraq, la Siria e il Yemen nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Iraq, la Siria e il Yemen potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Iraq: Stati Uniti (3’948 milioni TIV); Yemen: Stati Uniti (26 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

2020

Fonti