F/A-18 Super Hornet insieme a un F4U Corsair, Key West, 15.04.2011.
Public Domain (US-Regierungswerk; PD-USGov-Military-Navy)
La filiale RUAG Derendinger + Cie. forniva a Boeing elementi strutturali che sostengono il piano di coda orizzontale dell’F/A-18 E/F Super Hornet, essendone l’unica fornitrice. Questo modello fu impiegato per la prima volta contro obiettivi nell’Iraq meridionale il 6 novembre 2002. Nel marzo 2003 Derendinger consegnò agli Stati Uniti componenti per caccia F/A-18 anche dopo l’annuncio pubblico della decisione del Consiglio federale di riesaminare le esportazioni. Il PS presentò una denuncia penale. RUAG richiamò le autorizzazioni valide; la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey spiegò che al momento della consegna l’azienda non aveva ancora ricevuto la richiesta scritta. Oltre ai componenti aeronautici, la denuncia del PS del 28 marzo 2003 riguardava munizioni per lanciagranate consegnate da RUAG in marzo agli Stati Uniti e al Regno Unito. Nel maggio 2003 il Ministero pubblico della Confederazione annunciò che le verifiche preliminari non avevano rivelato sufficienti sospetti di violazione della legge sul materiale bellico; non aprì un’inchiesta penale.
RUAG fornì bombe a mano al Regno Unito. Il direttore del gruppo Toni Wicki confermò gli affari prima dell’inizio della guerra in Iraq del 2003. Nel febbraio 2003 le forniture suscitarono critiche perché truppe britanniche venivano concentrate per un possibile attacco all’Iraq. Wicki dichiarò che RUAG non poteva decidere il successivo impiego delle armi.
Nel 2002 il Corpo dei Marines statunitense ordinò a RUAG 100’000 granate da mortaio MAPAM da 60 mm.
All’inizio della guerra in Iraq del 2003, un organo di controllo istituito dal Consiglio federale esaminò le esportazioni in corso di materiale bellico verso Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Danimarca e Polonia. Gli esportatori dovevano confermare per iscritto che le loro forniture non sarebbero state impiegate nella guerra in corso.
All’inizio della guerra in Iraq del 2003, RUAG fornì missili guidati Maverick all’aeronautica statunitense. Si tratta di armi aria-superficie.
Sauter Bachmann, nel canton Glarona, forniva a Boeing componenti per i motori dell’F/A-18 Super Hornet. Le forze statunitensi impiegavano questo modello in Afghanistan e in Iraq. Nel 2020 la fornitura fu trattata in un’inchiesta sulle esportazioni svizzere di armamenti. Per l’azienda, nel 2017 erano state autorizzate esportazioni per complessivi 14,5 milioni di franchi.
Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico
In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato.
Per gli Stati Uniti, la Regno Unito, l’Australia, la Danimarca e la Polonia, in quanto Stati attualmente inclusi nell’allegato 2, l’art. 22a cpv. 2bis abolirebbe il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato e renderebbe l’autorizzazione la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali.
Forniture e dibattito 2002–2003; ulteriori forniture per il Super Hornet documentate fino al 2020
Fonti
AP-Meldung, 09.10.2000
Facts, 20.02.2003, S. 18: Rüstungsachse Emmen – Tel Aviv; Kanonen für König Abdullah; Schweizer Kriegsgüter am Golf (Mario Poletti; Teilbeitrag Schweizer Kriegsgüter am Golf: Leo Ferraro)
SWI swissinfo.ch, 15.11.2009: Esportazioni militari, una storia di scandali (Carole Wälti; italienische Übersetzung: Sonia Fenazzi)
Military Procurement International, Vol. 12, Nr. 12, 15.06.2002