Aiuti svizzeri all’armamento dell’Egitto di Nasser
Categoria di beni: Non chiaro
Gamal Abdel Nasser, 1968.
Public Domain laut Commons (PD-Egypt)
Dal 1960 la zurighese MTP AG, guidata da Hassan Sayed Kamil, procurò specialisti tedeschi e austriaci e componenti di macchinari per lo sviluppo dell’industria bellica egiziana. Tra i suoi dirigenti figurava il progettista di motori aeronautici Ferdinand Brandner. Forniture di macchine utensili e materiali all’industria bellica egiziana sono documentate anche nell’edizione dei documenti diplomatici. Le operazioni suscitarono proteste pubbliche e interventi parlamentari nel 1963 e nel 1964. Il 18 giugno 1964, in un’inserzione, 317 professori chiesero la fine dell’aiuto svizzero agli armamenti dell’Egitto. Nel luglio 1964 Kamil si richiamò a una dichiarazione di nulla osta delle autorità svizzere; la ricostruzione storica del 2016 confermò che all’epoca le autorità non consideravano illegale la sua attività. È dunque documentata l’intermediazione svizzera di macchine e personale specializzato; non è provata una fornitura di armi nucleari dalla Svizzera.
Nel conflitto sul programma di armamenti egiziano, il 2 marzo 1963 l’agente israeliano Joseph Ben-Gal e il chimico austriaco Otto Joklik fecero pressione su Heidi e Rainer Goercke nell’hotel Drei Könige di Basilea affinché convincessero il padre Paul, attivo in Egitto, a rientrare. Il 12 giugno 1963 entrambi furono condannati a due mesi di carcere senza sospensione e a quindici anni di espulsione; la pena detentiva era già scontata con la custodia cautelare. Due dipendenti di MTP copiarono documenti aziendali e li vendettero ai servizi segreti israeliani. La loro condanna a Zurigo nel maggio 1964 riguardava la violazione di segreti commerciali, non una condanna di Kamil per esportazioni illegali di armi.
Joklik ordinò in Germania cobalto-60, che può essere utilizzato per produrre armi nucleari.
Un accordo di indennizzo svizzero-egiziano di 40 milioni di franchi fu concluso il 20 luglio 1964. Un ruolo di Kamil come intermediario dell’accordo rimase un’ipotesi. MTP fu chiusa nel 1965, dopo che l’Egitto si era orientato verso il sostegno sovietico.
Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico
In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato.
Il Consiglio federale potrebbe includere l’Egitto nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali.
L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Egitto potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. La Francia potrebbe fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, ha fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Egitto (4’607 milioni TIV).