Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Difesa antiaerea svizzera presso un impianto petrolifero saudita

Categoria di beni: Materiale bellico

Cannone binato Oerlikon GDF-003 da 35 mm, Taiwan, 13.08.2011.

CC BY-SA 3.0

Prima dell’attacco del 14 settembre 2019, cannoni antiaerei Oerlikon GDF con direzione del tiro Skyguard erano schierati a protezione dell’impianto saudita di lavorazione del petrolio di Abqaiq. Il ricercatore di armamenti Michael Duitsman identificò le postazioni mediante immagini satellitari. Nel gennaio 2020 l’origine svizzera dei sistemi fabbricati da Oerlikon Contraves divenne oggetto del dibattito sulle esportazioni di armamenti verso l’Arabia Saudita durante la guerra in Yemen.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Arabia Saudita nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Arabia Saudita potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Arabia Saudita (24’295 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

Schieramento prima dell’attacco di settembre 2019; notizie 2019–2020

Fonti