Difesa antiaerea svizzera presso un impianto petrolifero saudita
Categoria di beni: Materiale bellico
Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico
In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Arabia Saudita nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Arabia Saudita potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Arabia Saudita (24’295 milioni TIV).
Paesi
Conflitti
Aziende
Periodo
Schieramento prima dell’attacco di settembre 2019; notizie 2019–2020
Fonti
- SWI swissinfo.ch, 04.02.2020: How do Swiss arms end up in conflict zones? (Julia Crawford)
- Seth J. Frantzman, Defense News, 26.09.2019: Are air defense systems ready to confront drone swarms?
- blue News, 14.01.2020: Im Jemen-Konflikt tauchen Waffen aus der Schweiz auf (Bericht über die Tages-Anzeiger-Recherche)