Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Aziende svizzere e il riarmo segreto della Germania

Categoria di beni: Materiale bellico

Nel periodo tra le due guerre, imprese svizzere di armamenti furono coinvolte nel riarmo clandestino tedesco. La Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon sviluppava e commercializzava cannoni da 20 mm in una rete di armamenti finanziata dalla Germania. Anche la Waffenfabrik Solothurn partecipava alla collaborazione con l’industria bellica tedesca. La sede svizzera consentiva lo sviluppo e la produzione al di fuori delle restrizioni imposte alla Germania dopo la Prima guerra mondiale.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Per la Germania, in quanto Stato attualmente incluso nell’allegato 2, l’art. 22a cpv. 2bis abolirebbe il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato e renderebbe l’autorizzazione la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali.

Paesi

Aziende

Periodo

Anni Venti e Trenta

Fonti

  • Universität Zürich, 17.11.2020: From arms dealer to art collector (Forschungsbericht zu Bührle und Oerlikon)
  • swissinfo.ch, 18.04.2023: Kriegsmaterialhandel: Die Schweizer Neutralität als Geschäftsmodell
  • tagesanzeiger.ch, 11.03.2023: Die Schweizer Rüstungsexporte: Eine Geschichte mit Skandalen, Vertuschungen und Übertreibungen (Rico Bandle)
  • SonntagsZeitung, 12.03.2023, S. 8: Skandale, Vertuschungen, Übertreibungen (Rico Bandle)
  • Infosperber, 11.09.2018: Schweizer Kriegsmaterial-Exporte – ein doppelbödiges Spiel (Hans Ulrich Jost)
  • swissinfo.ch, 14.10.2009: Kriegsmaterialexporte als steter Skandalherd (Carole Wälti; deutsche Fassung Renat Künzi)
  • SWI swissinfo.ch, 15.11.2009: Esportazioni militari, una storia di scandali (Carole Wälti; italienische Übersetzung: Sonia Fenazzi)