Elettronica svizzera nei droni di Putin
Categoria di beni: Non chiaro
Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico
In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Russia nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Russia potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. L’Italia potrebbe fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, ha fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative alla Russia (54 milioni TIV).
Paesi
Conflitti
Aziende
Periodo
Fornitura del modulo 2012; ritrovamento del drone 2016; rapporto CAR 2021; ulteriori forniture e ritrovamenti di componenti 2024–2026
Fonti
- Nau.ch, „Ukraine-Krieg Schweizer Chips in Russen-Waffen gefunden“
- nau.ch – ukraine krieg schweizer chips in russen waffen gefunden 66923291
- SRF: Schweizer Technik in Russlands Waffen, 18.02.2026
- Conflict Armament Research: Drones in Ukraine, Fallstudie „ORLAN-10“, zum Bericht Weapons of the War in Ukraine (November 2021), S. 131–133 (Abruf 25.09.2026)