Droni Ranger dalla cooperazione svizzero-israeliana
Categoria di beni: Non chiaro
Prototipo del RUAG Ranger (ADS-90) al Flieger Flab Museum di Dübendorf.
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La Finlandia acquistò il sistema di droni da ricognizione Ranger, sviluppato congiuntamente da Israel Aircraft Industries, Oerlikon Contraves e RUAG. La Confederazione aveva contribuito allo sviluppo con 28 milioni di franchi; era previsto un rimborso in caso di vendite ad altri Stati. Dopo l’acquisto finlandese, il Gruppo dell’armamento rinunciò al rimborso, richiamando contropartite finlandesi in altri settori degli armamenti. Nel 2003 ciò suscitò critiche sul finanziamento della collaborazione e sul ruolo dello Stato in RUAG.
Nel 2003 RUAG e Israel Aircraft Industries presentarono il sistema Ranger per il programma britannico di droni da ricognizione Watchkeeper. L’offerta fu oggetto di dibattito pubblico nel contesto della cooperazione svizzero-israeliana negli armamenti. Nel luglio 2004 il governo britannico scelse l’offerta concorrente guidata da Thales. Il progetto Ranger non portò quindi alla prevista acquisizione britannica.
Secondo l’inchiesta di Facts del 20 febbraio 2003, Israel Aircraft Industries disponeva dal 2000 circa di un ufficio presso RUAG a Emmen. Nelle tre settimane precedenti il Natale 2002, 13 ingegneri israeliani lavorarono nel capannone 3. Ufficialmente si trattava di interventi in garanzia sul sistema Ranger. Facts descrive Ranger come un drone da ricognizione lungo circa 4,5 metri e pesante 270 chilogrammi, con velocità fino a 220 km/h e quota di 4’500 metri, sensori TV e a infrarossi e una stazione di terra mobile per ricognizione, localizzazione dei bersagli e direzione del tiro d’artiglieria. La polizia zurighese era interessata a un impiego per sorvegliare le manifestazioni del 1° maggio.
La collaborazione comprendeva anche acquisti svizzeri da Israele: negli anni Novanta, secondo Facts, ammontarono a circa 1,3 miliardi di franchi. Nel 2002 commissioni parlamentari chiesero un blocco degli acquisti; il Consiglio federale mantenne il sistema di condotta dell’artiglieria INTAFF e le munizioni a submunizioni da 120/155 mm. Un cambio di frequenza a causa dell’UMTS costò 31 milioni di franchi per il sistema Ranger. Ingegneri anonimi riferirono di un potenziamento SIGINT e di uno studio SAR. Una persona di contatto di IAI negò di esserne a conoscenza; nel luglio 2002 il Consiglio federale aveva dichiarato di non svolgere ricerca congiunta e non erano stati stanziati i relativi fondi.
Per il software israeliano erano previsti licenze e deposito del codice sorgente a garanzia tecnica. IAI promuoveva il sistema con la croce svizzera e citava offerte per quattro Paesi non specificati. La precedente tecnologia israeliana Scout fu impiegata in Libano nel 1982. L’articolo cita anche il bombardamento di Qana del 18 aprile 1996, con 102 morti. Non è dimostrato un impiego di componenti Ranger sviluppati in Svizzera in quel bombardamento.
Il 28 settembre 1999 la Finlandia ordinò un sistema Ranger per circa 20 milioni di dollari statunitensi, con un’opzione su altri due sistemi. Il velivolo fu sviluppato e fabbricato dall’Impresa svizzera di aeronautica e sistemi. IAI/MALAT faceva parte del consorzio svizzero-israeliano guidato da Oerlikon Contraves. Per il 2019 è documentata una dotazione di dodici droni Ranger nell’esercito finlandese.
Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico
In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato.
Per la Finlandia e la Regno Unito, in quanto Stati attualmente inclusi nell’allegato 2, l’art. 22a cpv. 2bis abolirebbe il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato e renderebbe l’autorizzazione la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali.
Facts, 20.02.2003, S. 18: Rüstungsachse Emmen – Tel Aviv; Kanonen für König Abdullah; Schweizer Kriegsgüter am Golf (Mario Poletti; Teilbeitrag Schweizer Kriegsgüter am Golf: Leo Ferraro)