Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

Torna all'elenco

Armi alla polizia cilena nonostante le riserve del DFAE

Categoria di beni: Materiale bellico

Nell’estate 1999 la Confederazione autorizzò un produttore svizzero a vendere 50 pistole e 20 fucili d’assalto alla polizia cilena. La divisione dei diritti umani del DFAE si era opposta a causa dei persistenti legami personali con la dittatura di Pinochet. L’Ufficio federale dell’economia esterna sosteneva l’autorizzazione, richiamando le forniture all’esercito cileno approvate poco prima.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Cile nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Cile potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Cile (468 milioni TIV).

Paesi

Periodo

Estate 1999

Fonti

  • Facts, 13.05.2004, S. 18: Nachschub aus der Schweiz; Neutral ist nicht genug (Andreas Schmid)