Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Ricognitori Pilatus in Afghanistan e nelle mani dei talebani

Categoria di beni: Nessuna delle categorie 1–3 per gli aerei esportati come PC-12 civili standard del programma afghano; militarizzazione negli Stati Uniti Non chiaro (la versione concreta dell’esportazione svizzera dell’U-28A statunitense non è documentata)

Pilatus PC-12 a Broomfield, Colorado, 15.08.2015.

CC BY-SA 4.0

Per un programma di acquisizione statunitense, 18 Pilatus PC-12 civili furono esportati negli Stati Uniti, convertiti da Sierra Nevada per la ricognizione militare e trasferiti in Afghanistan. L’acquisizione faceva parte del programma statunitense di potenziamento delle forze di sicurezza afghane. Lo Special Mission Wing delle forze armate afghane utilizzò il modello dal 2015. Nel 2022 SRF e Lighthouse Reports riferirono, sulla base di dati di volo, fotografie e documenti, che su aerei di questo programma sarebbe stata predisposta già in Svizzera un’apertura nel fondo della fusoliera per la successiva installazione di telecamere. La SECO classificò le esportazioni svizzere come aerei civili standard privi di specifiche militari. Pilatus non commentò l’inchiesta. Lighthouse Reports collegò uno di questi ricognitori a un attacco aereo del 15 luglio 2021 contro un mercato nel distretto di Shahada, nel Badakhshan. Pajhwok riferì di 13 combattenti talebani e otto civili uccisi; SRF indicò dodici vittime civili. Dopo la presa del potere dei talebani nell’agosto 2021, RTS documentò attraverso immagini almeno due PC-12 in loro possesso. Il 14 agosto 2018 l’equipaggio del ricognitore statunitense U-28A con nominativo DRACO 42 sostenne un’operazione di combattimento in Afghanistan e coordinò attacchi aerei. L’U-28A deriva dal Pilatus PC-12 svizzero. Nel novembre 2019 l’aeronautica statunitense assegnò all’equipaggio il Mackay Trophy per questa missione.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Per gli Stati Uniti, in quanto Stato attualmente incluso nell’allegato 2, l’art. 22a cpv. 2bis abolirebbe il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato e renderebbe l’autorizzazione la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Afghanistan nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Afghanistan potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Afghanistan (2’713 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

Acquisto statunitense dal 2012; impiego afghano dal 2015; impiego statunitense 2018; attacco aereo e presa del potere dei talebani 2021

Fonti