Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Blindati Mowag impiegati nelle favelas di Rio

Categoria di beni: Materiale bellico

Mowag Piranha in azione in una favela di Rio de Janeiro.

RND

I Mowag Piranha esportati per la missione brasiliana dell’ONU ad Haiti furono successivamente impiegati nelle favelas di Rio de Janeiro. Nel 2015 Vitor Borges fu gravemente ferito da colpi sparati da uno di questi veicoli; subì un’amputazione e rimase paraplegico. Lighthouse Reports documenta anche l’operazione São Francisco del 2014–2015, che causò 15 morti, tra cui Jefferson Rodrigues. I controlli svizzeri sulla destinazione finale del 2014 e del 2019 non contestarono tale utilizzo. Nel 2020 la polizia uccise 6’416 persone in tutto il Brasile, di cui 1’245 nello Stato di Rio de Janeiro. Secondo il rapporto del Controllo federale delle finanze pubblicato nel 2018, durante il controllo sulla destinazione finale del 2014 fu possibile verificare soltanto undici dei 26 blindati Piranha.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Brasile nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Brasile potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. La Francia potrebbe fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, ha fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Brasile (1’475 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

2015

Fonti