Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Mortai per l’Oman attraverso la Turchia di Erdoğan

Categoria di beni: Materiale bellico

Un’azienda svizzera fornì mortai alla Turchia, dove furono installati in veicoli blindati e successivamente esportati in Oman. La SECO pose come condizione la presenza dell’azienda fornitrice svizzera durante l’installazione e concordò possibilità di controllo in Turchia. L’Oman confermò la consegna e il proprio ruolo di utilizzatore finale e accettò controlli. Nel settembre 2020 il responsabile di settore della SECO Simon Plüss illustrò l’operazione come esempio di fornitura controllata attraverso un Paese terzo. Nel 2024 emersero possibili difetti tecnici in un progetto di mortai RUAG per l’Oman e conseguenti rischi legati alle garanzie.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Turchia e l’Oman nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Turchia e l’Oman potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Turchia: Stati Uniti (3’964 milioni TIV); Oman: Regno Unito (1’222 milioni TIV).

Paesi

Aziende

Periodo

Fornitura entro il 2020; conferma SECO 2020; rapporto sui difetti 2024

Fonti