Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Lacune nei controlli sulle armi in Cile

Categoria di beni: Materiale bellico

Nel 2016 la SECO controllò obici semoventi e fucili a ripetizione svizzeri presso l’esercito cileno e pistole mitragliatrici presso la polizia. Circa il 70 per cento del materiale poté essere verificato fisicamente sul posto. Per il resto la delegazione accettò dichiarazioni scritte, poiché non era possibile riunire le armi in un unico luogo. La delegazione giudicò comunque il controllo molto buono. I dettagli delle verifiche pubblicati nel 2017 suscitarono domande sull’effettiva portata di tali controlli.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Cile nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Cile potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Cile (468 milioni TIV).

Paesi

Periodo

Forniture prima del 2016; controllo della destinazione finale 2016

Fonti

  • SonntagsZeitung, 16.07.2017, S. 5: Schweiz kontrolliert Waffenexporte – aber mit Einschränkungen (Christian Brönnimann)