Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Bloccati componenti di pistole SIG per Hugo Chávez

Categoria di beni: Materiale bellico

Hugo Chávez, 2 aprile 2010.

CC BY 4.0

Il 24 luglio 2000 la SECO rifiutò l’esportazione di componenti di pistole SIG Sauer in Venezuela. L’azienda statale venezuelana di armi avrebbe dovuto assemblare le pistole da 9 mm per l’esercito. Era interessata l’attività di armamenti di SIG, successivamente acquisita da SAN Swiss Arms. Il DFAE richiamò l’instabilità regionale, il traffico illegale di armi e il rischio di trasferimento a ribelli colombiani. SAN Swiss Arms impugnò la decisione; nel marzo 2001 il ricorso era ancora pendente.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Venezuela e la Colombia nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Venezuela e la Colombia potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Venezuela: Spagna (339 milioni TIV); Colombia: Stati Uniti (623 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

2000–2001

Fonti