Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Componenti di artiglieria per l’Iran di Khamenei

Categoria di beni: Materiale bellico

Ali Khamenei, discorso di Nowruz, 20.03.2017 secondo la pagina del file.

CC BY 4.0

Nel febbraio 1997 la zurighese T&T Technology Trading di Dieter Bührle organizzò la fornitura al Ministero della difesa iraniano di 42,2 tonnellate di componenti idraulici e altri ricambi per obici GH N-45 da 155 mm. Le 35 casse furono caricate a Bratislava e trasportate in aereo a Teheran; il valore dell’operazione fu stimato in circa dieci milioni di franchi. L’operazione passò attraverso società in Slovacchia e la società ITF di Bührle a Saint Vincent, che nel 1993 aveva acquisito diritti sull’arma. Nel 2000 Bührle confermò l’affare, ma ne negò l’illegalità. In Austria furono svolte indagini; non è documentato un esito definitivo del procedimento. Già il 3 febbraio 1997 le autorità austriache avevano sequestrato nel porto di Krems, e l’8 febbraio all’aeroporto di Vienna-Schwechat, componenti di artiglieria destinati all’Iran. Nel 1998 T&T Technology Trading negoziò la vendita di 36 obici GH N-45 al Pakistan. Un rappresentante dell’azienda incontrò militari pakistani a Nottingham; i colloqui si svolsero dopo i test nucleari pakistani del maggio 1998. Si prospettava un prezzo di 620’000–650’000 dollari statunitensi per pezzo. Dopo l’acquisizione dei diritti sul GHN-45, la società ITF di Dieter Bührle fece assemblare a Liezen, in Austria, 54 pezzi di questo tipo in calibro 155 mm e li vendette all’esercito thailandese. Per l’esportazione esisteva un’autorizzazione austriaca. L’affare divenne pubblico nel 2000 in relazione alle indagini sulle successive forniture all’Iran di componenti GHN-45.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Iran, la Thailandia e il Pakistan nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Iran, la Thailandia e il Pakistan potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Thailandia: Stati Uniti (476 milioni TIV); Pakistan: Stati Uniti (2’134 milioni TIV).

Paesi

Aziende

Periodo

Acquisto dei diritti 1993/1994; fornitura alla Thailandia prima del 1997; Iran 1997; negoziati pakistani 1998; indagini riportate fino al 2000

Fonti