Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Fallita rotta nucleare svizzera verso l’Iran

Categoria di beni: Caso di controllo delle esportazioni con beni industriali in prevalenza non elencati ma particolarmente controllati; posizioni svizzere delle liste non accertate.

Ali Khamenei, discorso di Nowruz, 20.03.2017 secondo la pagina del file.

CC BY 4.0

Dopo rifiuti tedeschi di esportazione, alcuni commercianti fondarono la svizzera S. GmbH per fornire metalli e lubrificanti a un cliente di Teheran attraverso la Svizzera. Il 12 agosto 2009 la SECO negò le autorizzazioni. La rotta fallì; la tedesca R. GmbH proseguì le operazioni, occultando nelle esportazioni del 2009–2011 il destinatario effettivo o l’obbligo di autorizzazione. I controlli erano motivati dal sospetto di legami del cliente con il programma nucleare iraniano. Nel 2015 il Tribunale regionale di Amburgo inflisse a due persone coinvolte due anni e diciotto mesi di reclusione, entrambi con sospensione condizionale. Il 10 marzo 2016 la Corte federale di giustizia mantenne le condanne e rinviò per una nuova decisione soltanto le questioni di confisca relative alle società coinvolte.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Iran nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Iran potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo.

Paesi

Periodo

2008–2011; rifiuto svizzero 2009; sentenze tedesche 2015–2016

Fonti