Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Ricambi per la difesa antiaerea durante la guerra in Yemen

Categoria di beni: Materiale bellico

Re Salman in visita in Russia, 05.10.2017; ritaglio.

CC BY 4.0

Nel 2016 aziende svizzere esportarono in Arabia Saudita materiale bellico per poco più di dodici milioni di franchi. La SECO descrisse i beni come pezzi di ricambio e componenti di armi senza impiego diretto in Yemen; le forniture furono criticate come sostegno a una parte in guerra. Nel 2022 furono esportati ricambi per sistemi di difesa antiaerea per 65,1 milioni di franchi. Nel 2017 le esportazioni svizzere complessive di materiale bellico verso l’Arabia Saudita ammontarono a circa 4,8 milioni di franchi. Dopo l’uccisione di Jamal Khashoggi, nell’ottobre 2018 il DEFR bloccò temporaneamente la riesportazione di componenti antiaerei sottoposti a manutenzione o riparazione in Svizzera, nonché di componenti nuovi. Nel luglio 2019 annunciò la revoca del blocco; la restituzione di beni di proprietà saudita doveva tornare possibile. Le altre domande di esportazione restavano soggette a un esame individuale. Nel 2018 la SECO registrò esportazioni effettive di materiale bellico verso l’Arabia Saudita per 2’233’605 franchi, di cui 2’223’030 franchi nella categoria KM 5 per sistemi di direzione del tiro e 10’575 franchi nella categoria KM 2. La statistica ampliata dal 2018 comprende anche le esportazioni per riparazione e quelle temporanee.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere l’Arabia Saudita nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per l’Arabia Saudita potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative all’Arabia Saudita (24’295 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Periodo

2016–2022

Fonti