Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Ricambi antiaerei nonostante la guerra in Yemen

Categoria di beni: Materiale bellico

Cannone binato Oerlikon GDF-003 da 35 mm, Taiwan, 13.08.2011.

CC BY-SA 3.0

Nel 2018 il Consiglio federale autorizzò pezzi di ricambio e munizioni per sistemi di difesa antiaerea in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti. Le decisioni furono criticate a causa della partecipazione di entrambi gli Stati alla guerra in Yemen.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Bahrein e gli Emirati Arabi Uniti potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Bahrein: Stati Uniti (1’768 milioni TIV); Emirati Arabi Uniti: Stati Uniti (9’818 milioni TIV).

Paesi

Conflitti

Periodo

2018

Fonti

  • SonntagsZeitung, 04.11.2018, S. 7: Nationalräte fordern Waffenexport-Stopp (Adrian Schmid)
  • Berner Zeitung online, 04.11.2018: Schweizer Export von Kriegsmaterial in die Golfregion nimmt stark zu (Adrian Schmid)
  • 20 Minuten online, 04.11.2018: Schweiz liefert Kampfjet-Teile ins Krisengebiet
  • Blick.ch, 26.02.2019: Waffen für zehn Millionen an die Emiratis (Sermin Faki und Ruedi Studer)