Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Armi svizzere mancanti durante un controllo in Libano

Categoria di beni: Materiale bellico

Una fornitura di dieci fucili d’assalto e 30 pistole mitragliatrici autorizzata nel 2016 arrivò in Libano nel marzo 2018. Durante il controllo sulla destinazione finale fu possibile rintracciare soltanto nove delle 40 armi. A causa delle 31 armi mancanti, nel 2019 la Svizzera decise di non rilasciare ulteriori autorizzazioni di esportazione.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Libano nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Libano potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Libano (367 milioni TIV).

Paesi

Periodo

2016–2019

Fonti