Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Prodotti chimici Brenntag per la Siria di Bashar al-Assad

Categoria di beni: Non chiaro

Bashar al-Assad, 17.05.2018.

CC BY 4.0

Nel novembre 2014 furono consegnati dalla Svizzera alla Siria 5’120 chilogrammi di isopropanolo. La SECO accettò l’impiego farmaceutico dichiarato e nel 2018 affermò che non vi erano indizi di un utilizzo in un programma di armi di distruzione di massa. La fornitura suscitò richieste di chiarimento in Parlamento, poiché l’isopropanolo può essere usato anche per produrre sarin. Il fornitore era Brenntag Schweizerhall AG di Basilea; il destinatario era l’azienda farmaceutica siriana MPI. Nel 2019 Brenntag confermò di aver fornito anche dietilammina, richiamandosi all’uso dichiarato per la produzione di antidolorifici. Secondo un aggiornamento del comunicato aziendale del 2 agosto 2019, la procura di Duisburg rifiutò di avviare indagini sulla fornitura di isopropanolo. Il 1° giugno 2018, dopo un’ulteriore verifica, il Consiglio federale comunicò che l’isopropanolo era stato interamente utilizzato per produrre un medicinale per un committente svizzero e che la SECO aveva agito correttamente. L’obbligo formale di autorizzazione per le esportazioni di questi prodotti chimici in Siria fu introdotto soltanto con la modifica dell’ordinanza sulle sanzioni di quello stesso giorno.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Siria nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Siria potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo.

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

2014; accertamenti 2018–2019

Fonti