Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Difesa antiaerea per il Pakistan autorizzata e poi bloccata

Categoria di beni: Materiale bellico

Cannone binato Oerlikon GDF-003 da 35 mm, Taiwan, 13.08.2011.

CC BY-SA 3.0

Una commessa pakistana di cannoni antiaerei presso Rheinmetall Air Defence, per circa 100 milioni di franchi, fu autorizzata dal Consiglio federale nel 2015, ma bloccata a metà 2016. Il ministro degli esteri Didier Burkhalter si era opposto all’affare all’interno del Consiglio federale. Quando nel 2016 la SECO mise in discussione ulteriori esportazioni, secondo il direttore aziendale Urs Loher la produzione era già completata per circa metà.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere il Pakistan nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per il Pakistan potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Gli Stati Uniti potrebbero fungere da Paese terzo: secondo il SIPRI, hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative al Pakistan (2’134 milioni TIV).

Paesi

Aziende

Periodo

2015–2016

Fonti