Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Lanciatori e munizioni B&T presso la polizia congolese

Categoria di beni: Non chiaro: munizioni per polizia da 40 mm e lanciatori multiuso; la classificazione concreta, secondo la legge sul materiale bellico e la legge sul controllo dei beni, delle singole versioni non è documentata.

Amnesty International documentò una notifica sudafricana all’ONU del 9 dicembre 2011: Nobleteq Arms and Ammunition annunciava 3’300 cartucce calibro 40 mm per la Polizia nazionale congolese. Come speditore era indicata Brügger & Thomet AG. Nel maggio 2012 il governo svizzero dichiarò ad Amnesty di non aver autorizzato alcuna esportazione di materiale bellico nella RDC; un’eventuale riesportazione dal Sudafrica rientrava nella responsabilità di quest’ultimo. Amnesty criticò le forniture di armi alle forze di sicurezza congolesi per le gravi violazioni dei diritti umani e l’insufficiente controllo della destinazione finale. Nel 2019 il gruppo di esperti dell’ONU riferì della presenza presso la polizia congolese di lanciatori LBD da 40 mm con marcature sudafricane e logo B&T, nonché di munizioni SIR-X da 40×46 mm. Una fornitura di munizioni era già stata documentata nel 2018 senza che fosse stato notificato il Comitato delle sanzioni. Non è provato un collegamento con lo stesso lotto del 2011.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere la Repubblica Democratica del Congo nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per la Repubblica Democratica del Congo potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Per la Repubblica Democratica del Congo, il file riporta soltanto valori massimi ridotti (Repubblica Democratica del Congo: Stati Uniti, 1 milione TIV); non è quindi documentato un esempio di Paese terzo con forniture di entità significativa.

Paesi

Conflitti

Aziende

Periodo

Fornitura annunciata 2011; documentazione ONU 2018–2019

Fonti