Esportazioni svizzere di materiale bellico e di armamenti

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Domande preliminari respinte per Israele, Nigeria e Yemen

Categoria di beni: Materiale bellico

Nel 2002 la SECO rispose negativamente a complessive 30 domande preliminari su esportazioni di materiale bellico. Tra queste figuravano operazioni con legami con Israele, Nigeria e Yemen. Le informazioni pubblicate non indicano il numero di domande per Paese, né i beni, le aziende o i valori delle commesse.

Effetto della revisione proposta della legge sul materiale bellico

In virtù del nuovo articolo 22b, il Consiglio federale potrebbe derogare a tutti i criteri di autorizzazione dell’articolo 22a in «circostanze eccezionali» formulate in modo vago. Il pubblico non dovrebbe necessariamente esserne informato. Il Consiglio federale potrebbe includere Israele, il Nigeria e il Yemen nell’allegato 2 modificando l’ordinanza sul materiale bellico. Il criterio di esclusione dovuto alla partecipazione a un conflitto armato sarebbe così abolito e l’autorizzazione diventerebbe la regola. Il Consiglio federale potrebbe rifiutare un’autorizzazione soltanto in casi eccezionali. L’art. 18 cpv. 1 abolirebbe le dichiarazioni di non riesportazione nella grandissima maggioranza dei casi. Le armi per Israele, il Nigeria e il Yemen potrebbero così essere facilmente fornite tramite una filiale o un intermediario in un Paese terzo. Potrebbero fungere da Paesi terzi, ad esempio, i seguenti Stati, che secondo il SIPRI hanno fornito negli ultimi anni materiale bellico in quantità significative: Israele: Stati Uniti (5’009 milioni TIV); Nigeria: Stati Uniti (152 milioni TIV); Yemen: Stati Uniti (26 milioni TIV).

Paesi

Periodo

Domande preliminari respinte 2002; pubblicazione 2003

Fonti

  • SonntagsBlick, 10.08.2003, S. A14: Exklusiv: Die geheime Liste aller Schweizer Waffen-Deals (Hubert Mooser, Sandro Brotz und Beat Kraushaar; Begleitübersicht: Patrick Senn)